
Il Progetto “Caratteri insediativi e architettura funeraria a Marsiliana d'Albegna (Manciano, GR)”, diretto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana (SBAT), nella persona del funzionario di zona dott. Andrea Camilli; in collaborazione con l'Università degli Studi di Siena, Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche [ILEAI], Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, nella persona dell prof. Andrea Zifferero; con il coordinamento logistico dell'Associazione di Promozione Sociale Etruria Nova no profit, è stato avviato nel 2002. Il “Progetto Marsiliana” si è posto l'obiettivo di riportare alla luce un centro dell'Etruria meridionale del tutto ignoto e completamente esposto alla distruzione degli scavi clandestini e all'incuria dei contemporanei. Alle attività hanno partecipato inizialmente gli studenti di archeologia dell'Università degli Studi di Siena, che venivano formati nello scavo e nella ricognizione archeologica. Negli anni successivi si è arrivati a costituire una squadra di lavoro composta da 30-40 studenti, laureandi, laureati e specializzandi in archeologia, provenienti da numerosi atenei italiani ed europei, che hanno trovato in Marsiliana una fondamentale scuola di formazione e di avvio alla professione di archeologo. La presenza di archeologi sul campo ha così permesso nel corso delle campagne di ricerca, che durano di solito dagli inizi di settembre alla metà di novembre, il recupero di una messe eccezionale di nuovi dati, costituiti da necropoli, tumuli sparsi e abitati rurali e soprattutto dall'identificazione del centro di Marsiliana, collocato tra il Poggio del Castello ed il Poggio di Macchiabuia, all'interno della Tenuta Corsini, forse riconducibile alla città di Caletra ricordata da Livio e Plinio.
Oltre ai risultati scientifici, il “Progetto Marsiliana” ha l'obiettivo di incrementare il patrimonio culturale della Valle dell'Albegna, con la creazione di siti archeologici visitabili e luoghi espositivi permanenti; il Progetto vuole inoltre aumentare la sensibilità di chi abita ed opera in questa zona al rispetto verso il patrimonio archeologico, vera ricchezza fondante delle comunità, alle radici della propria identità storica.Una sintesi dei dati posseduti e dei risultati della ricerca 2002-2007
Il Progetto ha avuto inizio, come già riferito, alla fine del 2002 (sotto forma di stretta collaborazione scientifica tra gli Enti suddetti), per l'indagine dell'importante quanto poco conosciuto centro etrusco di Marsiliana d'Albegna.
Nel 1908, il principe Tommaso Corsini avviò la costruzione di un capanno per le macchine agricole nella piana dell'Albegna, sottostante il borgo di Marsiliana. Fu così che ebbe luogo, del tutto casualmente, una delle scoperte archeologiche più importanti del Novecento: lo scavo della necropoli di Banditella, durato fino al 1925. Questa, composta da 109 tra tombe a fossa, tombe a circolo di pietre con fossa centrale e tombe a tumulo, ha fornito una straordinaria documentazione su una comunità aristocratica che ha sepolto tra la fine dell'VIII ed il VII secolo a.C. i propri componenti con corredi di eccezionale rilevanza scientifica, costituiti da ornamenti personali di grande pregio, vasellame e incensieri metallici, armi e carri da parata. I corredi della necropoli di Banditella sono stati esposti nel Museo Topografico dell'Etruria a Firenze fino all'alluvione del 1966: la maggior parte di questi materiali è ancora nei magazzini fiorentini in attesa di restauro, dopo i danni sofferti in conseguenza della distruzione delle vetrine.
In seguito agli scavi del principe T. Corsini, il sito orientalizzante di Marsiliana è stato interessato soltanto da un saggio di scavo condotto dalla Soprintendenza nell'Uliveto di Banditella e da limitati recuperi effettuati nel corso degli anni '80.
Il nostro Progetto mira pertanto ad approfondire la fisionomia del centro abitato e delle necropoli, al fine di produrre la documentazione necessaria per la conservazione, la tutela e la valorizzazione del sito. Sono stati perciò avviati, nel corso di sei campagne (2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007), alcuni interventi volti ad approfondire i problemi della formazione e della consistenza di questo insediamento etrusco, attraverso:
1. la ricerca di superficie integrata da indagini geofisiche, che hanno definito con esattezza la topografia del centro orientalizzante, con la dislocazione e la caratterizzazione delle necropoli;
2. una migliore conoscenza dell'architettura funeraria, con lo scavo di un “circolo di pietre” medio-orientalizzante (rinvenuto intatto), inglobato da un tumulo monumentale tardo-orientalizzante in località Piani di Perazzeta;
3. la definizione degli aspetti del popolamento etrusco nell'agro dipendente dal centro;
4. la definizione delle varie fasi cronologiche di sviluppo poleografico del centro di Marsiliana.
I risultati ottenuti sono molto rilevanti e sono riferibili in sintesi alla scoperta del centro abitato, con materiali della fine dell'età del Bronzo, della tarda età del Ferro e della fase Orientalizzante/Arcaica, coincidente con l'altura che ospita il borgo Corsini, e con la prima definizione del centro arcaico nel sistema collinare ad esso retrostante. Nella campagna 2007 si è proceduto ad ultimare lo scavo in località Piani di Perazzeta, con la completa messa in luce delle strutture funerarie suddette; tra il 2006 ed il 2007 si è inoltre portata in luce una estesa residenza periferica con atrio centrale in località Poggio Alto, il cui impianto è riferibile alla fase tardo-arcaica. Tra i risultati più significativi della ricerca di superficie si segnala invece la scoperta di un probabile sito produttivo (fornace?) di anfore etrusche da trasporto di tipo PY 3B, databile alla prima metà del VI secolo a.C. e contigua al corso dell'Albegna in prossimità di Marsiliana, che costituirebbe, qualora le indagini stratigrafiche previste per la prossima campagna lo confermassero, il primo impianto del genere localizzato in Etruria. Tale scoperta configurerebbe quindi la bassa Valle dell'Albegna come un distretto dalla spiccata fisionomia produttiva. L'attività artigianale a Marsiliana sarebbe, del resto, in sintonia con il quadro offerto dalle ricerche in corso nel settore, che hanno consentito di definire per il periodo arcaico una fitta maglia di siti aperti, evidentemente vocati alla produzione agricola e portatori di valori economici e mercantili assai complessi. Il surplus generato da questi insediamenti (vino, olio e pesce conservato), è stato veicolato, attraverso gli approdi individuati lungo la costa alla Puntata di Fonteblanda e ad Orbetello, verso mete identificate con precisione negli insediamenti celti e greci attivi nel Golfo del Leone (Francia meridionale e Spagna orientale).
I risultati sin qui esposti saranno a breve oggetto di una ampia pubblicazione scientifica che ha già ottenuto il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto e che verrà presentata in occasione delle celebrazioni per il centenario della scoperta del centro etrusco di Marsiliana.